05/04/09

duecentomila e c'ero anch' io





Manifestazione della CGIL a Roma.
Negli ultimi trent'anni, credo di aver partecipato a tutte le grandi manifestazioni nazionali, da quelle per la pace e contro l'abolizione della " scala mobile" degli anno 80, organizzate dal PCI, a quelle dell'ultimo decennio organizzate dalla CGIL .
Anche ieri ero presente al Circo Massimo.
In questa occasione per due pullman di pensionati partiti dalla estrema periferia del nord-est d'Italia, anziché viaggiare per due notti consecutive, come avveniva solitamente, era stata prevista dagli organizzatori, una notte in albergo ad Orvieto; scelta molto opportuna, perché per la maggior parte del centinaio di pensionati partecipanti,(fra i quali c'erano anche persone molto anziane che però non volevano mancare, consapevoli dei momenti pesanti, che stanno passando i lavoratori ed i pensionati), una notte intera di viaggio, poi la manifestazione con i disagi delle ore trascorse in piedi o camminando, infine il lungo viaggio di ritorno, questi sono strapazzi pesanti per chi non è più da troppo tempo negli " anni verdi".
Non ostante la notte in albergo a 120 km. da Roma, la sveglia è suonata in ore antelucane, erano le quattro e mezza, perché la partenza, inizialmente prevista alle sei, era stata anticipata di mezzora, in quanto da notizie che circolavano, sembrava che ai pullman dei manifestanti, fosse consentito l'ingresso a Roma solo prima delle ore sette.
Alle cinque del mattino in autostrada, si snodava una fila continua di torpedoni con destinazione Roma e, nelle prime luce dell'alba, durante le fasi di sorpasso, attraverso i vetri si scorgevano le siluette delle persone addormentate, solo qualcuno che ci faceva gesti di saluto con la mano; poi una particolarità che avevo già notato il giorno precedente: i grossi Tir che fino a pochi mesi prima occupavano senza soluzione di continuità la corsia di destra dell'autostrada, erano in numero incredibilmente inferiore e la stessa situazione nelle aree di sosta e questo era un modo tangibile e preoccupante di capire la gravità della crisi in atto, anche se l'ottimismo di cui sono pieni i telegiornali vorrebbe far credere il contrario.
Pochi camions che circolano, se da un lato sono una boccata di aria pulita in più e come sarebbe più vivibile il Paese se la maggior parte dei trasporti viaggiassero con la ferrovia, dall'altro fanno presagire che la produzione industriale è ferma e che non c'è scambio di prodotti, cioè fabbriche in crisi e posti di lavoro in meno e famiglie senza futuro.
Dopo queste considerazioni, continuo col mio viaggio.
Il nostro punto di raccolta era Piazzale dei Partigiani, dove siamo giunti già verso le sette e mezzo, poi la lunga attesa della partenza del corteo e infine via verso il Circo Massimo, eravamo arrivati fra i primi in piazza e ci trovavamo tra gli ultimi a partire, così abbiamo deciso di rimontare il corteo passando all'esterno, in questo modo abbiamo avuto la possibilità di incontrare Dario Franceschini il segretario del Partito Democratico;



è stato un incontro che ci ha fatto molto piacere, dopo mesi di indecisione il maggior partito di opposizione faceva finalmente una scelta di campo, decidendo che il suo posto era fra i lavoratori.
Siamo arrivati fra i primi al Circo Massimo e in tal modo abbiamo avuto la possibilità di assistere all'ingresso dei cinque cortei.
Incredibile la pacatezza, la civiltà e la serenità delle centinaia di migliaia di persone, molti giovani di origine africana orgogliosamente avvolti nelle rosse bandiere della CGIL,

molte le donne di origine extraeuropea con bambini su passeggini ornati di bandiere rosse, moltissimi operai visibilmente provati a causa una notte di viaggio iniziato al termine di una giornata di lavoro, ma hanno voluto esserci per testimoniare il loro dissenso alle scelte scellerate che vengono fatte a scapito dei più deboli.
Un esponente ai vertici delle istituzioni ha dichiarato che si trattava di "una scampagnata in più", un altro ha parlato di "inutili carnevalate" un membro del governo, molti anni or sono esponete della sinistra del Partito Socialista, ha parlato di rispetto per i manifestanti, anche se "la manifestazione è fallita", per carità di patria tralascio i commenti del capo della "banda Bassotti".
Purtroppo per accordi presi con le autorità di sfollare progressivamente dalla città con i pullman, poiché eravamo fra i più distanti da Roma, siamo anche stati fra i primi a lasciare la manifestazione ed incominciare il lungo viaggio di ritorno.
Stanchi, ma contenti di avere visto un paio di milioni di persone che, come noi, non si sentivano degnamente rappresentati dai signori seduti al vertice.
Duecentomila manifestanti dichiarava la questura, orgoglioso di essere uno dei duecentomila, un paio di milioni in più, un paio di milioni in meno per approssimazione.


Dedico queste righe alle mie carissime amiche Angela e Chiara, impossibilitate a presenziare fisicamente, ma presenti col cuore.

14 commenti:

il viandante ha detto...

Una bella scampagnata, palloncini e visibilio!
Avete cantato anche "bella ciao"?
E che emozione si prova a stare a fianco d Franceschini?
La CGIL dovrebbe meditare prima di organizzare i pic nic a Roma.

Chiara Milanesi ha detto...

C'ero anch'io con te a manifestare...Non mi hai visto, ma c'ero...

Saretta ha detto...

che grande!!! quanto avreı voluto essercı... ma c erano ı mıeı amıcı lı anche per me.

evergreen ha detto...

Ho il rimpianto di non aver mai partecipato a nessuna manifestazione. Anzi no! Ad una ricordo di aver preso parte...ero piccolo ed ero con mio padre ad un raduno degli invalidi civiliche si stavano organizzando. Il Presidente di quella nascente Associazione - Alvido Lambrilli - scandì durante il suo intervento delle belle parole che mi sono rimaste impresse nella memoria: "le bandiere che noi agitiamo non hanno altro colore se non quello della sofferenza e del dolore!". Mi piacquero subito! Comunque grazie anche a mio nome della partecipazione tua e delle altre 199.999 persone....

Alessandra ha detto...

grazie Sileno per questa testimonianza.
Ale

pia ha detto...

Grazie a tutti coloro che come te erano a Roma. La mia partecipazione è stata solo "emotiva", nel senso che quando vi ho visto il cuore ha dato il suo segnale di assenso. Io non capisco quest'italia che aveva già dovuto trangugiare 5 anni di amari bocconi, come abbia potuto l'anno scorso lasciarsi di nuovo abbindolare da quel'imbonitore, che io chiamo il Vanna Marchi della politica.
C'è sempre quell'anima di chi chiede giustizia e diritti, c'è, è pulita e calda.
Bravi, facciamoci coraggio.

Te-Pito-O-Te-Henua ha detto...

Popolo unito non sarà mai sconfitto dice la famosa frase.
Bella testimonianza, Sileno.
Ciao.
Sill

Nicolanondoc ha detto...

Tranquillo rinasceremo...come cervi a primavera ;-)
Nicola

Lara ha detto...

Grazie Sileno per la bellissima, toccante testimonianza!
Mi sento euforica dopo averti letto: allora ci sono persone che capiscono qualcosa?
Un abbraccio,
Lara

Angela ha detto...

Sì Sileno, ti ho seguito in diretta dal sito di Repubblica...è stata enorme la consolazione di sapere che c'é un mondo italiano ancora non cerebroleso, pronto a sentirsi fratello e sostenitore di chi lavora e fatica nel suo quotidiano.

Anonimo ha detto...

...200.000, giuro che è vero, verissimo!!: erano quelli sotto il palco!! :-))
Stefi

Artemisia ha detto...

Grande Sileno! Mi spiace di non essere riusciti a vederci.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

C'é ancora la voglia di lottare. Forse manca la speranza, il credere che si vincerà la lotta ma la voglia di non rassegnarsi quella é ancora alta.

JANAS ha detto...

sei stato a Roma e non mi hai detto niente!! Bravo !! Bravo!! beh..la prossima volta che passi da queste parti..insomma...un saluto sarei venuta a dartelo volentieri!!...
ma siete partiti anche voi da Piazzale dei Navigatori?