02/06/09

giglio martagone



giglio martagone




Santuario dei santi Vittore e Corona( secolo XI), la scalinata è opera dell' architetto feltrino Segusini.

Durante una pausa di un paio d' ore a Feltre (provincia di Belluno), sono andato a visitare il santuario posto sulle pendici del monte Miesna in una zona stupendamente panoramica.

La chiesa dei santi Vittore e Corona
Il santuario risale all' XI° secolo, custodisce le ossa dei santi Vittore e Corona, martiri del II° secolo le cui spoglie vennero portate a Feltre dai crociati di ritorno dalla Siria.
Lo stile del santuario è romanico con influenze bizantine,ornato da preziosi affreschi di scuola giottesca.

trono in pietra
la volta affrescata (scuola giottesca)

vista dell'interno del santuario
Durante la ripida salita lungo un sentiero lastricato nel bosco che porta al santuario, grande è stata la mia sorpresa per la copiosa fioritura di gigli martagoni, che mai avevo visto così numerosi ai lati del sentiero.



Il "giglio martagone" appartiene alla famiglia delle "liliaceae".
Dal bulbo cresce un fusto eretto alto da 40 a 90 cm. e anche oltre, le foglie sono lanceolate, i fiori pendenti generalmente violacei con delle macchie più intense, emanano un odore intenso e poco gradevole; fiorisce da fine maggio a luglio ad un' altitudine compresa fra i 400 e i 2.400 m/slm, nei boschi cespugliosi e sui prati di montagna, in un' area che va dai Pirenei fino alla Siberia ed anche in Giappone; in Italia presente sulle Alpi e sugli Appennini; è una specie protetta!



Si narra che gli alchimisti spagnoli dal polline di questi stupendi gigli, ricavessero una tintura che sotto l' influsso del pianeta Marte, avrebbe trasformato in oro il piombo, posso affermare, che per fotografarli, sono venuto a contatto con gli stami che mi hanno lasciato delle vistose e persistenti macchie color zafferano sugli abiti, per mia sfortuna gli abiti non si sono trasformati in oro, ma sono stato costretto a lavarli, tanto erano tenaci le macchie.

Quando il fiore del mattino pesante s'inclina,
e il torpore del mezzogiorno cala sulla foresta muta...
(R.Tagore)

8 commenti:

Pimpinella ha detto...

Ciao Sileno,
oggi stranamente sono la prima....

Non c'è cosa piu' piacevole di unire gl'apprezzamenti per le opere dell'uomo con quelli per le opere della natura.

un caro saluto
Pimpi

Stefi ha detto...

Caro Sileno,
bello il Santuario ed anche il Giglio Martagone.
Per la mancata trasformazione del piombo in oro...pazienza, aspetteremo altra soluzione.
Un abbraccio

Te-Pito-O-Te-Henua ha detto...

Natura e arte insieme, tutto molto bello.
Ciao Carissimo.

Alessandra ha detto...

Ciao!
il giglio martagone lo conosco! lo scorso anno ne ho trovati diversi sia qui da me che a Vicenza.
E' molto bello e che meraviglia gli affreschi Sileno!
grazie per queste foto.

un bacio
Ale

Chiara Milanesi ha detto...

...metti a fuoco il giglio la prossima volta...

marina ha detto...

quanti tesori nasconde il nostro paese!
grazie di svelarcene ogni volta di nuovi
marina

riri ha detto...

Ciao Sileno passo per augurarti un buon fine settimana e trovo questa piacevole sorpresa:-)
Un matrimonio perfetto, natura ed uomo, ancora una volta lasciano senza parole, un sorriso.

Carmine Volpe ha detto...

grazie per queste belle immagini