10/06/09

la beffa


Partigiani


Dopo l'8 settembre 1943, la provincia di Belluno venne annessa alla Germania nella regione Alpenvorland che comprendeva le province di Bolzano, Trento e Belluno, subito dopo l'8 settembre si era costituito un primo nucleo di partigiani che si era via via ingrossato col passare dei mesi.
I tedeschi, dopo le prime azioni militari dei partigiani cominciarono con le rappresaglie nei confronti della popolazione civile, con le impiccagioni, le sevizie, le fucilazioni dei partigiani, ( o anche solo presunti tali), che riuscivano a catturare.
Agli inizi del giugno 1944, nelle carceri della città di Belluno, erano detenuti due importanti comandanti partigiani, uno era il comandante delle formazioni militari del CNL l'altro un mio carissimo maestro ed amico del quale ho già parlato in post dal titolo: i vincitori
Sapendo che sicuramente il processo si sarebbe concluso con una condanna a morte, decisero di liberare i prigionieri politici con un'audace azione di sorpresa.
L'operazione era stata studiata minuziosamente, un partigiano, accompagnando la sorella del mio amico in visita al fratello, si era perfino introdotto nel carcere rimanendovi tre ore, in preda all'angoscia, poiché come prigioniero politico per otto anni, aveva girato tutte le carceri della penisola e qualche guardia avrebbe potuto riconoscerlo, con le conseguenze che è facile immaginare.
Il 15 giugno 1944 decisero di agire.
All'operazione, parteciparono una trentina di patrioti, una parte nascosta nei paraggi del carcere a protezione dei compagni, mentre undici partigiani, alcuni con le divise tedesche simulando una scorta di detenuti.
Il piantone del carcere, appena visti i" tedeschi" che urlano con voce gutturale, apre immediatamente il portone.
Velocemente tutte le guardie vengono neutralizzate, i fili del telefono strappati e ben 73 prigionieri politici vengono inaspettatamente restituiti alla montagna, alla libertà ed alla vita.


Fine della guerra

L'azione conosciuta come " la beffa di Baldenich ( dal nome del carcere)" ebbe un effetto molto deprimente sui tedeschi, che già erano molto scossi in quanto sapevano che ad ogni passo, ad ogni curva e in ogni momento i partigiani potevano colpire, mentre quest'audace azione convinse molti giovani a salire in montagna a fianco dei partigiani così numerosi che molti vennero respinti nell'impossibilità di armarli tutti.
Un anno dopo, il 1° maggio 1945, in provincia di Belluno i tedeschi si arresero alle formazioni partigiane, unico caso in Europa in cui i nazisti trattarono la resa non con gli Alleati, ma direttamente con i Partigiani.


la resa dei tedeschi

(Quanto scritto in questo post, è frutto del racconto di alcuni protagonisti di questo episodio, inoltre da quanto documentato nel libro:"La spàsema" di Giuseppe Gaddi, Nuovi Sentieri editore)

9 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Non ero a conoscenza di questa brillante azione compiuta dai partigiani. Coraggio e maestria in egual misura per una vera e propria beffa come giustamente viene definita.

Ciao
Daniele

Antonella ha detto...

Storia bellissima che non conoscevo. grazie di averla raccontata

Lara ha detto...

Anch'io non conoscevo questa parte di storia.
Grazie Sileno per averla raccontata!
Ciao,
Lara

luposelvatico ha detto...

Grazie, Sileno, come sempre, per questi importanti frammenti di memoria!

Te-Pito-O-Te-Henua ha detto...

La memoria è davvero importante ...
Ma che bello racconto !

Ciao.
Un bacio.
Sill

riri ha detto...

Grazie Sileno, ho sentito spesso racconti di guerra fatti da mio suocero, commoventi, atroci, ci teneva tutti fermi lì a pendere dalle sue labbra..
Ci metti a conoscenza ed è un bene, la memoria va conservata...
Un caro saluto e buon fine settimana

marina ha detto...

quanto mi è piaciuta quella frase "restituiti alla montagna, alla libertà e alla vita". Dove per prima viene la montagna! ci sei tutto tu
un abbraccio, marina

Stefi ha detto...

Mio caro Sileno, ci regali sempre delle perle!
Un abbraccio a presto.
Stefi

Pimpinella ha detto...

Bella storia, complimenti Sileno, e poi....bravo, la rievocazione della memoria, questo ci vuole...

un caro saluto
Pimpinella