16/12/09

il ginepro


Juniperus, appartiene al genere delle cupressaceae, è arbusto sempreverde alto fino ad un paio di metri, (ma in California il juniperus occidentalis ,( che cresce negli USA), esiste una pianta vecchia forse di tremila anni, alta 26 metri e con un diametro di 3,88m.); le foglie aghiformi sono molto pungenti le bacche mature di colore viola scuro con riflessi argentei lucido, giungono a maturazione l'anno dopo l'impollinazione.
Il ginepro è un arbusto comune nei luoghi aridi e cresce fino ad un'altezza di 2.500 m/slm, in climi temperati e soleggiati o in mezz'ombra in suoli sabbiosi o carsici.
Le bacche, ricche di resine, sono chiamate "galbuli"




in botanica e sono utilizzate in cucina come spezie per i piatti di selvaggina, sono usate pure per aromatizzare le grappe al ginepro e per la produzione del gin.

Nella medicina popolare si usano per curare i disturbi digestivi, nelle malattie respiratorie, reumatiche e delle vie urinarie; controindicazioni all'uso si hanno in gravidanza e per affezioni renali infiammatorie.




Il suo legno bruciato veniva usato per profumare delicatamente i salumi e i formaggi affumicati, con il legno di ginepro in qualche paese delle Alpi si costruivano i mestoli usati per rimestare la polenta, poiché oltre ad un leggero profumo che rilasciava, era inattaccabile dalle muffe.
Si riteneva inoltre che tenesse lontani i serpenti e nella tradizione cristiana questa qualità veniva interpretata come purificazione dai peccati.
Nel Medioevo era considerato come la panacea di tutti i mali, famoso come rimedio contro le possessioni maligne e addirittura come cura della peste bubbonica.
Molte le leggende popolari sui poteri magici del ginepro: in Toscana appendevano rametti di ginepro per tenere lontane le streghe, si diceva che le streghe si fermavano a contare le foglie aghiformi, ma poi perdevano il conto e andavano in confusione e si allontanavano dall'abitazione con stizza,
( aggiungo con una nota mia che magari si allontanavano dalla Toscana per rifugiarsi in Lombardia dove finivano nelle braccia del santo cardinale Carlo Borromeo che provvedeva poi ad arrostirle sul rogo).
Secondo una credenza popolare tedesca, se veniva invocata la fata del ginepro, questa poteva costringere i ladri a restituire il maltolto, ma per fare questo bisognava curvare fino a terra un ramo di ginepro, fermarlo con una pietra e urlare il nome del ladro che non poteva opporsi a quel richiamo e doveva presentarsi col maltolto.


Secondo un'altra leggenda medioevale, durante la fuga in Egitto, la sacra famiglia era inseguita dai soldati di Erode e solo una pianta di ginepro aveva aperto le sue fronde per occultare i fuggiaschi agli sgherri ormai sopravvenuti che dovettero rinunciare alla ricerca perché punti aspramente dagli aghi di ginepro, poi per riconoscenza la madonna benedisse la pianta profetizzando che con il suo legno si sarebbe costruita la croce.

Sicuramente questa essenza è considerata un'essenza benefica, allora: grazie ginepro per quanto ci sai donare.

8 commenti:

Occhi di Notte ha detto...

E' molto interessante quanto scrivi.
Mi torna in mente il libro "Florario" edito da Mondadori, che racconta la storia e le leggende delle piante.

desaparecida ha detto...

Sileno che dolcezza leggerti mentre sono sotto le coperte con una tisana accanto.
STo leggendo stasera ho fatto una pausa e sono passata da te!!

La storia delle streghe,comprensiva della tua chiosa ,è fantastica.

ti abbraccio :)

rosso vermiglio ha detto...

OLtre alla scheda sulla pianta, trovo molto interessanti le leggende che l'accompagnano. Non si finisce mai d'imparare...

Alessandra ha detto...

ciao Sileno!
che bello il ginepro, profumo che adoro! lo uso alcune volte in cucina e mi piace dipingerlo, è semplice eppure tu ce ne racconti tutte le doti e le sue storie antiche. Entrare qui da te e leggerti è una bella respirata di aria pura :-) grazie!
Alessandra.

JANAS ha detto...

ho una confezione di bacche di ginepro a casa e ogni tanto le uso per insaporire la carne...allora forse non sono una Strega???
anche da noi in Sardegna è molto usato e il tipico maialino arrosto dovrebbe essere cucinato preferibilmente in bracci ottenute con legna di ginepro!
un abbraccio...

Stefi ha detto...

Caro Sileno,
ed ecco un'altra importante e completa di foto, lezione di botanica!!
Belle le leggende ...io invece che strega sono, pur usando le bacche per aromatizzare gli arrosti, quasi non riesco a bere il Genepy...;-)
Un fortissimo abbraccio.

Stefi

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Sei davvero un profondo conoscitore e sensibile estimatore della natura. Pochi hanno queste doti.

A presto
Daniele

Artemisia ha detto...

Interessante. Io sapevo che l'aglio cacciasse le streghe. Del ginepro non sapevo.
Ciao Sileno!