12/10/09

anima del bosco



Ancora un post di qualche tempo fa.





Quando, girando per i boschi, passo sotto una pianta secolare, mi fermo e ho la sensazione di qualcosa di misterioso che mi avvolge.



Sotto i vecchi rami, mi sento protetto, e sereno, poi, sento il fluire del tempo che mi attraversa.


Sento che là è rimasta un po' dell' anima di tutti coloro che nel corso dei secoli si sono soffermati all'ombra della pianta e, forse nessuno lo sa, ma la pianta assorbe e imprigiona il tuo stato d'animo, le tue speranze, i tuoi dispiaceri e le tue gioie e senza bisogno di parole.


La pianta maestosa, ha visto nel corso di molti secoli il susseguirsi di eserciti che portavano fame , distruzione e dolore.
Ha visto il ciclico arrivo di epidemie che facevano strage di interi popoli e spesso, queste malattie erano al seguito degli eserciti.


Ha visto il trascorrere di anni buoni e meno buoni , condizioni atmosferiche avverse ed altre positive per i raccolti.


Tra i suoi rami milioni di uccelli si sono posati e hanno nidificato, trillando a tutto spiano all'arrivo di centinaia di primavere rallegrando il viandante.


La pianta trattiene anche il chiasso di molte generazioni di fanciulli che sotto le fronde o arrampicandosi sui rami hanno passato dei momenti felici.


Nell'essenza della pianta, sono rimasti anche i sussurri , i sospiri e i palpiti dei giovani che si affacciavano alla vita adulta e protetti dall'albero si scambiavano le prime tenerezze.


Nella ruvida scorza è rimasto anche il dolore di colui che è dovuto partire per cercare un futuro migliore per la sua famiglia e prima di andare, inconsapevolmente passa per un ultimo saluto all'albero magico; è racchiuso anche il dolore di chi ha perduto una parte della sua anima con la morte di una persona cara e in solitudine si avvicina alla pianta in cerca di conforto e non si rende conto che la pianta sa e capisce e trattiene.


Tutte queste sensazioni le sento sprigionare sotto le fronde dell'albero centenario; e quando una pianta così viene abbattuta, sento che con la sua morte se ne va anche un po' di storia dell'umanità intera e la linfa che continua a scorrere mi rende partecipe dell'essenza dell'albero che se ne va per sempre e con la linfa, anche tutti i dolori e le speranze e i ricordi che erano imprigionati e muoiono definitivamente, dopo decine e decine di anni dalla loro sepoltura, anche le persone che alla pianta avevano aperto il loro cuore.


Dedico queste righe a tutti gli amici che amano e rispettano la natura.

9 commenti:

Lucignolo ha detto...

L'albero che non fui mai,
ho spezzato le radici,
sono rimasto solo per germogliare,
ma non resterò fermo,
immobile a veder vita passare accanto,
fuggirò dall'ascia che mi riteneva maturo,
saggerò altre terre,
tutte, quelle da cui trovare diverso nutrimento.

E se io guardo qualche grande albero, pensandolo, così, mi viene la tristezza.

Scusa Sileno, ma sono in una fase di reinterpretazione dei simbolismi, non credere non sia positivo.

Non lascerò la mia anima nel bosco legata ad un albero, non ho più bisogno di fermare l'attimo.

marina ha detto...

ieri sotto la tempesta che ha investito Roma ho visto ben sei alberi crollati, rami volare e, in mezzo alla paura, ero piena di dolore e di rabbia. Infatti la nuova amministrazione ha dimezzato il budget alla manutenzione del verde cittadino e questo, assieme al nuovo clima, ha fatto il resto
marina

Sill Scaroni ha detto...

Il bosco piange perchè il uomo fa male a la natura ...

Fantastico post.

Un abbraccio.
Sill

Stefi ha detto...

Splendido post, per me nuovo! e mi riporta alla mente:
"...Vidi le radici. Le mani tese che mi chiamavano. E la forza di quell'ordine mi attirò irresistibilmente. Penetrai nell'albero e lo percorsi come una lunga carezza di linfa e di vita, un dischiudersi di petali, un tremito di foglie. Sentii il ruvido involucro, la delicata architettura dei rami, e mi allungai nei meandri vegetali di questa nuova pelle, mi stiracchiai dopo tanto tempo, sciolsi le mie chiome e mi affacciai verso il cielo azzurro attraversato da nuvole bianche per ascoltare gli uccelli che continuavano a cantare come prima. Cantai anch'io (avrei voluto danzare) e sopra il mio tronco apparvero zagare e, in tutti i miei rami, profumo di arance..."
Da: "La donna abitata" di Gioconda Belli (Nicaragua)
Ti abbraccio forte.

rosso vermiglio ha detto...

E' lo stesso sentimento che provo anch'io quando entro in un bosco: la sensazione di essere circondata da esseri viventi che hanno una lunga storia da raccontare. Mi piace sentire il rumore del vento tra gli alberi che svettano fieri, mi piace sentire il verso degli animali che si nascondono tra le piante, il profumo del muschio. Adoro la natura!
Grazie per qusto post. Ciao

Viola ha detto...

davvero un bel post.. io amo la natura.. potrei stare ore ed ore in un bosco ad ascolare i numerosi suoni presenti..

Alberi.. testimoni di miriadi d'emozioni forse mai rivelate.. ah se potessero parlare..

un saluto,
Viola

Artemide Diana ha detto...

grazie!

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie