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23/01/10

Guido Rossa 24 gennaio

Ad un anno di distanza dal precedente post, pubblico nuovamente un omaggio a quel grande uomo ed eroe che è stato Guido Rossa.




"Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Io ho fatto il mio dovere e ho riferito quanto ho visto"




Voglio rendere omaggio ad un eroe dei nostri tempi: Guido Rossa.
Caduto sotto il piombo delle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979.


Con il suo sacrificio si determinò una rottura fra le Brigate Rosse e la classe operaia all'interno delle fabbriche, dove le Brigate Rosse non trovarono più accoglienza e la storia di quei tristi anni cambiò.



Medaglia d'oro al valor civile

«Sindacalista componente del consiglio di fabbrica di un importante stabilimento industriale, costante nell'impegno a difesa delle istituzioni democratiche e dei più alti ideali di libertà. Pur consapevole dei pericoli cui andava incontro, non esitava a collaborare a fini di giustizia nella lotta contro il terrorismo e cadeva sotto i colpi d'arma da fuoco in un vile e proditorio agguato tesogli da appartenenti ad organizzazioni eversive. Mirabile esempio di spirito civico e di non comune coraggio spinti fino all'estremo sacrificio.
Genova, 24 gennaio 1979.»


Guido Rossa era stato un fortissimo scalatore, ma volle rinunciare all' "andar sui sassi", amareggiato dallo scarso impegno sociale di molti rocciatori; molto toccante questa lettera di addio all'alpinismo che pubblico col consenso della figlia: l' Onorevole Sabina Rossa.







Caro Ottavio
L' indifferenza, il qualunquismo e l'ambizione che dominano nell'ambiente alpinistico in genere, ma soprattutto in quello genovese, sono tra le squallide cose che mi lasciano scendere senza rimpianto la famosa lizza della mia stazione alpina.
Da parecchi anni ormai mi ritrovo sempre più spesso a predicare agli amici, l' assoluta necessità di trovare un valido interesse nell'esistenza, che si contrapponga a quello quasi inutile ( e non nascondiamocelo, forse anche a noi stessi) dell'andar sui sassi.
Che ci liberi dal vizio di quella droga che da troppi anni ci fa sognare e credere semidei o superuomini chiusi nel nostro solidale egoismo, unici abitanti di un pianeta senza problemi sociali, fatto di liscie e sterili pareti sulle quali possiamo misurare il nostro orgoglio virile, il nostro coraggio, per poi raggiungere (meritato) un paradiso di vette pulite, perfette e scintillanti di netta concezione tolemaica, dove per un attimo o per sempre, possiamo dimenticare di essere gli abitati di un mondo colmo di soprusi e di ingiustizie, di un mondo dove un abitante su tre vive in uno stato di fame cronica, due su tre sono sottoalimentati e dove su sessanta milioni di morti all' anno, quaranta muoiono di fame!
Per questo penso, anche noi dobbiamo finalmente scendere giù in mezzo agli uomini a lottare con loro, allargando fra tutti gli uomini la nostra solidarietà che porti al raggiungimento di una maggiore giusizia sociale, che lasci una traccia, un segno, tra gli uomini di tutti i giorni e ci aiuti a rendere valida l' esistenza nostra e dei nostri figli.
Ma probabilmente queste prediche le rivolgo soprattutto a me stesso, perché anche se fin dall' età della ragione l'amore per la giustizia sociale e per i diritti dell' uomo sono stati per me il motivo dominante, fin' ora ho speso pochissime delle mie forze per attuare qualche cosa di buono in questo senso (......).
L'Italia con i suoi gravi contrasti presenta una situazione politica particolare (......), io penso che il compito nostro non sia quello di elaborare modelli della società (.....).
Da poco mi hanno eletto con regolari votazioni delegato di reparto. Inizia qui e probabilmente finisce la mia carriera di sindacalista.
Avrei voluto rimanerne fuori, ma mi hanno messo alle strette, dico che parlarne solo non basta! E fin dal primo giorno sono partito all'attacco, tanto per tre o quattro anni non potranno buttarmi fuori....
Genova, 15 febbraio 1970






Io levo gli occhi verso le montagne...

27/12/09

omaggio a Collevecchio


sul monte spoglio un calvario, acqua chiara e ulivi centenari...
(F. Garcia Lorca)


e il puro e caldo azzurro
si rovescia sulla campagna che riposa
(F. Tjutcev)



...sono destinati a conoscersi
tutti coloro che cammineranno
per strade simili.

(R. Tagore)


La luce non lascia
le sue impronte in cielo;
sa camminare, e per questo
è eterna.

R.Tagore)

19/12/09

seggiolai

Ricordando le mie origini, dedico questo post alle generazioni di umili seggiolai che nei secoli, sono partiti dalla mia vallata per offrire la loro opera in remote contrade italiane e francesi.


Scriveva Giovanni Gravenbroch alla fine del millecinquecento:


il seggiolaio da un disegno di Giovanni Gravenbroch

"...noi intendiamo di estendere il fervore industrioso del povero popolo che circonda la terra d'Agort nel territorio bellunese, stante che alcuni di quei villici, massime nell'inverno, obbligati dalla fame, abbandonano il proprio nido...


due seggiolai alla fine degli anni 40 con l'attrezzatura e il carico di paglia


...tali sono gli Conza Careghe, gente senz'arte e senza altra attività che di costruire sedie d'ogni sorte,



già verso gli otto anni i bambini venivano affidati ad un seggiolaio e mandati in giro per l'Italia e la Francia per imparare un lavoro e contribuire al mantenimento della famiglia


seggiolai al lavoro


di legno di salce e trecce di paglia, tradotta da dolci paludi...
... vivendo con parsimonia, onde conservare il denaro in maniera che non si alimentano di altro che polenta,




cibo in vero assai gradito ne' nativi alpestri paesi."






le sedie di questo famoso quadro di van Gogh sono sicuramente costruite da seggiolai agordini

03/11/09

4 novembre 1918


Sono ormai passati 91 anni dalla fine della "Grande Guerra", ma a distanza di tanto tempo sulle Dolomiti continuano a riaffiorare cadaveri insepolti di soldati che persero la vita in quella immane tragedia, giovani che venivano mandati al massacro da generali incapaci e crudeli, generali per i quali la vita umana (degli altri) aveva meno valore della vita di una mosca; i racconti degli anziani che quella guerra l'avevano combattuta mi hanno accompagnato durante la mia infanzia segnandomi profondamente, allora in occasione del quattro novembre un pensiero a tanta gioventù sotto maciullata dalla guerra sotto tante bandiere e tanti preti benedicentiCentra e un urlo disperato: Basta con le guerre!
Non ci sono guerre giuste quando in tanti angoli del mondo dove si combatte le vittime sono civili, bambini, donne, anziani, gente inerme...


BASTA CON LE GUERRE!








Veglia
Cima Quattro il 23 dicembre 1915

Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani...
(Giuseppe Ungaretti)


Una Targa esposta nella chiesetta sul passo Falzarego, luogo di combattimenti.


01/11/09

omaggio a Alda Merini


Sono nata il ventuno a primavera

ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera.

(Alda Merini)



Grazie Alda la tua poesia vivrà per sempre

21/10/09

equilibrio

L'universo è in equilibrio quando le due mani si uniscono.
(Dugpa Rimpoce)


14/09/09

autunno


Autunno.Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti...





..ecco la sera e spiove


...un tempo era d'estate...







...ricordi
eccoli già apparire
melanconici e muti...

omaggio a Vincenzo Cardarelli

22/08/09

omaggio a Brecht


Avevo un fratello aviatore.
Un giorno la cartolina, e via,
lungo la rotta del sud...
(Bertold Brecht)


>>> Continua>>>

21/08/09

omaggio a Brecht N° 2


Mio fratello è un conquistatore.
Il popolo nostro ha bisogno
di spazio; e prendersi terre su terre,
da noi è un vecchio sogno.
(Bertold Brecht)

>>>Continua>>>

20/08/09

omaggio a Brecht N°3

E lo spazio che s'è conquistato
è sui monti del Guadarrama.
E' di lunghezza un metro e ottanta,
uno e cinquanta di profondità.

(Bertold Brecht)


FINE

06/08/09

omaggio a Primo Levi



Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
(Primo Levi: Se questo è un uomo)

11/02/09

Omaggio a Neruda


Grazie a questi stupendi versi di Pablo Neruda "Ode al cane", posso rendere omaggio ad un amico fedele, scomparso nel nulla



Il cane mi domanda e non rispondo ...





...i suoi occhi sono due richieste affettuose,

due fiamme liquide che non interrogano...





in campo aperto andiamo uomo e cane


salta,corre pei campi e mi domanda senza parlare



è la freschezza affettuosa,
la comunicazione del suo affetto...

Omaggio a Neruda autore dei versi;il cane si chiamava Brick, amico indimenticabile di tante escursioni.